.quietamente adagiato in una fossa di neve.

Lenny è giovane uomo smarrito nella provincia di un paese dalle lingue sparpagliate e diverse,assediato dalla neve che serve per nascondere sotto i propri cristalli i ricordi che l'infanzia gli ha lasciato.
Lenny era un bambino che sognava di diventare pittore ed imprimeva grossissime tavole biancastre sporcandosi le mani con pastelli ad olio,che restavano sotto le sue unghie;colori selvaggi della sua immaginazione primitiva e malinconica.
Pomeriggi in penombra,annusando l'odore dei prati tagliati con l'arrivo della primavera e giochi irrequieti con una bambina dai capelli nerissimi e lisci,come una piccola Cleopatra rapita da un corpo infantile.Piccoli giochi che richiamavano desideri d'adulti,ignote percezioni che lasciavano intimoriti se meditate successivamente…tutto legato  da un filo rosso sottile,uno spago carminio che avrebbe collegato le donne future di Lenny.
Egli pensa a questo ed a nulla,alla disillusione,mentre assapora la rabbia di un temporale estivo,fumando sigarette colanti tristezza in mezzo ad un campo sul margine della strada.Si ricorda di quando lui ed una ragazza con una lunghissima gonna blu si avventuravano nei propri pomeriggi invernali per fare l'amore e riscaldarsi con vetri appannati,nell'auto piena di fumo…la stoffa blu con piccole spirali azzurrate gli torna alla mente nel contrasto col pallore delle cosce,riempiendolo di desiderio struggente.
Le regalava poesie scritte su ogni minuscolo oggetto,versi color cobalto che parlavano della moldava,cartoline di venezia in un eterno ed egoistico sogno di amante stereotipato.A quel tempo viveva per lei e nulla gli importava più,fuorchè il corteggiamento,la necessità di piccoli fiori color pesca rubati per caso e la sorpresa per un amore improvviso a cui cercava di affidare concretezza  con la sicurezzza materiale di piccoli oggetti e di parole recitate.
Quelle dannatissime frasi sono adesso volate via con le farfalle che lei aveva un giorno dipinto sul blu di quella gonna provocante,sono state ripetute così a lungo da perdere significato e si sono perse nell'oblio,a forza di essere vento.Sono rimasti solo frammenti e rimpianti;un sentimento di struggente desiderio che ciclicamente si risveglia avido e spietato. 
Lenny si guarda le mani,le vene celesti che pulsano lente,ripensa ai dettagli,alla linea del collo,alla collana di legno appoggiatavi,al modo in cui lei giocava con l'accendino per mascherare la noia o l'ansia della timidezza…pensava alla sua vita di poeta e di lavori occasionali per sostenere il proprio desiderio di scrittura e la speranza di sfondare,prima o poi,con le stesse tematiche di sempre,ma ogni volta più frivole,come in un romanzo eterno che andava via via perfezionandosi…pensava alla sua bianca macchina francese che bruciava sotto l'acqua e sotto i fulmini pensava alla necessità di fuggire per liberarsi da questo destino mediocre.Ma è difficile fuggire da certe città se non si ha il coraggio o la svegliezza per scrollarsi la noia che assale nei rituali della quotidiana sopravvivenza e per questo lui sa che rimarrà fermo nei rituali di ogni giorno,perdendo rimpianti e speranze,adagiandosi nelle piccole fosse che il suo paese dagli inverni rigidi e dai crudeli dicembre imprime nella neve con le impronte della gente che cammina senza più tornare indietro.

.quietamente adagiato in una fossa di neve.ultima modifica: 2005-04-05T22:28:44+02:00da aglaja-hall
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