…perdo me stessa precipitando nel vuoto…

…ho sussurrato la mia solitudine ad un amico lontano,...lasciato dormire sul velo del mare…mi rincorreva il ricordo delle sue parole in una notte d'agosto,parlare di ombrelli che si schiudono agli angoli e di Bardamù,come se fosse un personaggio biblico da cui trarre insegnamento…ho affidato i miei desideri di un tempo al palmo delle sue mani,ma sono scivolati nella concavità delle linee della vita e non ne ho più ritrovato traccia…ho lasciato che l mio amico azzardasse un salto nel vuoto dopo aver ascoltato il suono delle mie speranze che si frantumavano sotto i piedi,lasciandomi il dolore di stinte schegge di vetro conficcate nella carne…ho lasciato che il mio compagno fuggisse senza chiedermi il motivo del suo scomparire leggero,gradualmente ripugnante e banale…non ho chiesto al suo respiro,che ancora bisbigliava parole di un tempo irrisolto,il motivo del salto,dell'improvviso e precipitoso cadere velocemente nel vuoto,afferrando le mie mani prima di scagliarmi in un angoscioso rifugio di indeterminato pallore…

…perdo me stessa precipitando nel vuoto…ultima modifica: 2005-02-24T21:46:10+01:00da aglaja-hall
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2 pensieri su “…perdo me stessa precipitando nel vuoto…

  1. immaginavo che parlare di fotografie potesse stimolarti. Per tanti motivi. Tra salti nel vuoto e parole di ricordi. Non ho ancora chiaro se tu le fai le foto, o ti piacciono e basta. L’altro ieri ho visto delle foto che una mia amica mi scattò due anni fa. Non so cosa c’entri, ma buona giornata

  2. …perdere se stessi, quante volte ho avvertito questa sensazione. Osservarsi allo specchio senza riconoscersi; guardare i binari che il treno della vita deve ancora percorrere, abbagliato dal bianco nulla che m’aspetta, svegliarsi da un sonno senza sogni cercando di ricordare chi e dove sono. Poi ricordo chi e cosa sono e il vuoto si riempe. Non cado più, mi rialzo, stringo i denti in un ghigno feroce e ricomincio a combattere la guerra che mi ostino a chiamare “vita”. Piccola Aglaja, l’essere destinati a cadere presuppone la capacità di rialsarsi, mentre il vuoto non ha altro destino che l’esser riempito con risa e felicità, questo è l’unico scopo che scorgo nella battaglia quotidiana che ciascuno di noi affronta. Un Bacio ed un’Inchino dall’Arlecchin o in Nero. ThePunisher

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