…invernale disillusione ed il mio corpo rinchiuso che stenta ad apparire…

…il mio viso è rivolto verso un muro ed il mio corpo rinchiuso forzatamente in un armadio...in memoria di...,abbandonato nell'albeggiare di un mattino così bianco da togliere i sensi.I miei seni parlano di una coscienza smarrita nel tempo che ho sigillato in una scatola di madreperla dipinta d'azzurro-il mio collo spezzato da un girocollo di fili di perla e rotolato su una salita scivolosa dove,cadendo,mi sono graffiata le ginocchia ed i polsi-
le cicatrici sono nascoste nei cassetti del mio armadio dall'antico profilo,con uno specchio che riflette la mia immagine colare da una fotografia che ritrae il mio sorriso ed un giglio rosso dietro al sipario della mia gonna che svolazza per le strade di Lucca…ricordi della seccessione austriaca improvvisati nelle stanze di un affittacamere al sapore di arancio,i miei piedi smaltati di rosso ed il mio corpo azzurro di prime libertà a cavallo del sole,mentre i suoi raggi bruciano piano la grotta di Lord Byron,prima di catturarne il crollare nell'incedere della notte,sotto le gocce di una pioggia invernale…ultimi colori di quella fotografia colma di impronte che ho lasciato sul marmo ingiallito di una stanza arredata nella memoria…la sospensione ed il rimpianto per le scelte sbagliate-il furore avido per il tempo perduto vanamente-il mio corpo ancora sigillato,segregato dietro le ante luminose di specchi che riflettono anche piccoli angoli del mio inconscio angoloso, illuminato dalla tenue fiamma di pensieri in penombra-dal terrore superfluo dell'incomprensibile vacuità delle mie parole,dedicate ad un corpo che si muove fumoso sospeso nella lontananza,ad un'atmosfera perdente in cui ho concretizzato il mio divenire,rinunciando alla mia giovinezza-sono un lieve sibilare di ape dall'incomprensibile eloquio,sono precipitata in un pozzo,raccogliendo violette viola cupo,percependo l'amplificarsi dell'eco della mia voce,come se si trattasse del vociare irrequieto degli ospiti della signora Dalloway,invitati a feste finalizzate a coprire il silenzio…e il mio corpo ancora rinchiuso,talvolta estratto senza che esso se ne accorgesse,privato del capo,rotolato con quelle perle che mi ossessionano col loro brillare sotto la luna,mentre la mia bocca emette parole,sospirando grida d'aiuto,di sottile comprensione per vincere l'umiliazione che ciclicamente bussa sulla soglia della sua rima,di silente desiderio di rimanere staccata da quel corpo di stoffa e di sangue,di lana e di pianto,di separarsene totalmente,gioendo mestamente del fatto che esso stenti ad apparire dal legno rossiccio ed alla serratura  a cui è stato affidato in una giornata di disillusione matura…

…invernale disillusione ed il mio corpo rinchiuso che stenta ad apparire…ultima modifica: 2005-02-22T22:49:33+01:00da aglaja-hall
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