…i suoi occhi fissavano il fuoco…

…i suoi occhi fissavano il fuoco.Giada liquida che scendeva dal suo sguardo flagellato di fiamme,dietro al quale si stendeva un orizzonte scurissimo ed impalpabile.Questo è il fascino dei fuochi sulle colline,d'autunnale furore,di sconveniente tristezza,come lei gli confessò,impallidita sotto il calore mordace delle fiamme.Era una tristezza solenne e sconfortante,poiché senza motivo,che usciva da quel viso che fioriva su un corpo impalpabilmente sottile.Una tristezza che si trascinava lungo le notti assetate del rumore dei fiumi,del logorio dell'oscurità in attesa di un albeggiare violento e tramortito dal sonno,fino ad addormentarsi,sorgendo da un amalgama di capelli scomposti;intorno a sé un vaso con fiori dai petali caduti ed una camicetta celeste.Quando si rividero,tra colline popolate dalla vendemmia,egli si ricordava l'istante in cui aveva sentito sulla sua spalla il profilo del collo che vedeva davanti a sé ed era trafitto da una tiepida sensazione di emozionante dolore nel percepire il ricordo del contatto;ed ancora rivedeva l'espressione desolante e drammatica dei suoi occhi tristi…sentiva sulla pelle la percezione  del proprio ricordo,mentre la immaginava nella sua stanza,circondata da strane stelle d'argento,ma qualcosa percepiva nella fissità del verdissimo sguardo anestetizzato…fissava i grossi grappoli d'uva,gli schiamazzi,il camminare di chiunque col medesimo sguardo di cui egli si era innamorato senza percepirne l'essenza…uno sguardo gelido e fisso,brillante di disarmante bellezza,ma che celava in sé qualcosa di scervellato e che nel medesimo tempo chiedeva perdono al ragazzo, sconvolto per una colpa che non le apparteneva…

…i suoi occhi fissavano il fuoco…ultima modifica: 2005-01-20T20:40:49+01:00da aglaja-hall
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9 pensieri su “…i suoi occhi fissavano il fuoco…

  1. …i suoi occhi fissavano il fuoco. Gli era accanto, osservandone la liquida disperazione mentre scorreva, erodendo con amara ferocia, il delicato incarnato delle sue gote, rese livide da femminia vergogna. Lui rimane atterrito dal pallore innaturale del suo volto, in cui l’immagine dorata del falò d’autunno si specchia. Il momento è di una calma innaturale, un cerchio magico li isola dai festeggiamenti della vendemmia che scorrono con la gioiosa energia di un fiume in piena. Nella sfera di nulla che li contiene lui avverte solo il calore del fuoco e i singhiozzi di lei. Spostare lo sguardo dal viso alla stoffa tesa su suo seno e resa un mare in tempesta dai sussulti originati dal pianto peggiora lo stato del suo stomaco, non avrebbe dovuto prestar fede alla voce codarda che prometteva un senso di sollievo all’attanaglia nte disagio che provava. E come la tempesta viene preannunciata da una brezza che rompe la calma, così il silenzio impaurito di lei si scioglie come un ghiacciolo lasciato al sole…annuncia ndo tra singhiozzi, recriminazioni e ammissioni di colpa la sua futura paternità. La notizia lo sconvolge, trascinandolo in un gorgo oscuro di paure future, portandolo in profonde acque oscure, finche risate gioiose di bimbo spazzano con una lama di luce il buio, guidandolo verso la riemersione e la salvezza. Un’istantanea che si accartoccia come una secca foglia autunnale gettata nel fuoco nel tempo che lei impiega a pronunciare la parola “Padre”. L’afferra stringendola a se e la bacia, con una dolcezza che mai avrebbe creduto di possedere. Le asciuga le gote, come ad una bambina; chiedendo, umile, l’onore di averla in moglie e madre di suo figlio. Urlando di giubilo all’incredulo Si di lei. E mentre il fuoco rimane crepitante testimone dell’intima gioia d’una nuova famiglia nata alla luce delle sue fiamme, due genitori ed una nuova vita in arrivo si uniscono al rumoroso festino della vendemmia.
    ThePunisher

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