…scarpine…

…a kabul scarpine ...di vernice bianca con decori brillanti sono un  lusso inconcepibile per una donna morigerata,ma chi vuole farsi presidente ama sentire il rumore dei tacchi mentre cammina tra rovine che verranno cancellate come sabbia sollevata dal vento…caviglie scure di eredità orientale,bianco brillante riveste i piedi,su cui si riflette il blu incantato delle gabbie di stoffa dietro le quali nascondersi e scomparire…una voce roca ed assetata recita versi spagnoli,che narrano dell'amato morto durante la lotta col toro,mentre scende maestosa i gradini di un palazzo che diventa polvere al suo passaggio…ombre sotto ombrellini,donne silenziose,rumori di passi invisibili agli occhi…

…scarpine…ultima modifica: 2005-01-09T14:45:12+01:00da aglaja-hall
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5 pensieri su “…scarpine…

  1. non è adulazione, l’adulazione
    è falsa generalmente , io non avrei motivo di adularti. Credo che dalle tue immagini riesci sempre a tirare fuori dei pensieri intensi, ed emozionanti.
    Uno dei pochi, finora direi l’unico, blog la cui immagine è parte del testo, non integrazione a margine.
    Andando al film, fa ridere, meglio il primo certo, però non è male per due ore spensierate. A meno che non sia una testa di cazzo come Alexdijesolo che non riesce a divertirsi.

  2. Come spesso mi succede leggendo i tuoi post l’immagine mi colpisce. Mi arriva addosso come un montante di Cassius Clay (Muhammad Ali, il suo nome da Uomo Libero). Mentre il significato dei tuoi scritti filtra lento, come la coscienza di me dopo esser volato a tappeto, come la luce e l’immagine dell’arbitro che conta i dieci passi verso la sconfitta. Scuoto la testa per recuperare lucidità e vedo meglio cosa mi ha colpito. La luce di speranza; la coscienza d’un obiettivo, di uno scopo, d’un desiderio che ti sostiene nonostante le avversità della vita. La luce nello sguardo timido nella giovane donna con l’ombrello turchese. Mi guardo intorno, abbracciando il frammento dell’universo che mi circonda mentre: passeggio, vado a lavoro, esco con gli amici. Nelle persone che mi circondano raramente trovo la stessa intensità luminosa. In tutti gli sguardi c’è; sembra il sole in una giornata di nebbia. La nebbia del cinismo e del materialismo (e dei tanti ‘ismi che la complessata Europa è riuscita ad inventarsi). Anche le immagini che arrivano dai luoghi sottoposti alla “carezza” dello tzunami luccicano di questi “lampi di speranza”, mentre in Europa si stan spegnendo come cerosi lumini consumati su tombe dimenticate. Spero con tutto il cuore che il tuo sguardo sia sempre illuminato da questa luce. Una Bacio Aglaya e Buonanotte da un viandante nella nebbia. ThePunisher

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