…una battuta di “vecchi tempi”

KATE:(si rivolge ad Anna) Ma io ricordo te.Ti ricordo morta.(PAUSA)Ricordo che giacevi morta.Tu non sapevi che io ti stavo osservando.Mi chinai su di te.Il tuo viso era sporco.Tu giacevi morta,il viso imbrattato e sporco,coperto di scritte non asciugate,che ti correvano per il viso fino al collo.Le tue lenzuola erano immacolate.Ero felice.Mi sarebbe spiaciuto se il tuo cadavere si fosse trovato in un lenzuolo sudicio.Sarebbe stato sgarbato.Almeno per quanto mi riguardava, voglio dire.Per quanto riguardava la mia stanza .Dopotutto tu eri morta nella mia stanza....Quando ti svegliasti i miei occhi erano su di te,che ti fissavano dall'alto.Cercasti di usare il mio piccolo trucco,uno di quei trucchi che mi copiavi,il leggero schiudersi delle labbra,il mio timido sorriso,il chinare del capo,il socchiudere gli occhi che conoscevamo così bene,ma senza risultato,perché il sorriso aveva screpolatolo sporco ai lati della bocca e si era mutato in un ghigno. Tu ridevi in un ghigno. Attesi le lacrime ,ma non ne vidi nessuna. I tuoi occhi erano senza pupille. Le ossa ti foravano il volto.Ma tutto era sereno. Senza dolore. Tutto era avvenuto altrove. Non ritenni necessari gli ultimi riti. Nessuna cerimonia. Sentii che era giunta l'ora e il momento e che tu morendo sola e sporca avevi agito col giusto decoro. Era l'ora del mio bagno. Ci rimasi a lungo,poi venni fuori,scintillante camminai per la stanza,presi una sedia,mi sedetti nuda,accanto a te e ti osservai. (Pausa) . Quando lo portai i camera,il tuo corpo,naturalmente,non c'era più. che sollievo avere un corpo diverso in camera mia.Un corpo maschile che si comportava in modo completamente diverso, che faceva tutte le cose che gli uomini fanno e che trovano piacevoli,come sedersi con una gamba sul bracciolo della poltrona. Potevamo scegliere tra due letti. Il tuo letto o il mio. Per giacervi sopra o dentro. Per stropicciarci il naso uno contro l'altro,sopra o dentro. Gli piacque il tuo letto. Disse di sentircisi diverso perché era un uomo. Ma una notte gli chiesi di lasciarmi fare una cosa,una piccola cosa,uno scherzetto. Lui era là, disteso nel tuo letto. Alzò gli occhi su di me in grande attesa. Era soddisfatto. Pensò che avessi tratto profitto dai suoi insegnamenti. Pensò che fossi sessualmente matura, che stessi per prendere un iniziativa da lungo tempo promessa. Scavai nei vasetti da fiori sul davanzale,dove avevi piantato le nostre deliziose pensées,raccolsi della terra,ne riempii l'incavo della paletta,gli imbrattai il viso.Rimase allibito,stupefatto,si oppose…con energia. Non voleva che gli imbrattassi il viso o che glielo insudiciassi,non voleva. Mi propose invece di sposarlo e di cambiare ambiente. (Breve pausa). Entrambe le cose non mi importavano. (Pausa). Una volta mi chiese,circa in quel periodo,chi avesse dormito in quel letto prima di lui.Nessuno,gli risposi.Assolutamente nessuno.

…una battuta di “vecchi tempi”ultima modifica: 2005-01-05T16:21:10+01:00da aglaja-hall
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3 pensieri su “…una battuta di “vecchi tempi”

  1. Le proposte di matrimonio sono un ottimo espediente per risolvere una difficoltà contingente, benché siano sucettibili di … crearne un altro migliaio! 😉 ciao aglaja sì oggi il sole c’era e credo che tutti ce ne siamo accorti… a presto M.

  2. …mi siedo accanto alla finestra, a sbirciare il mondo dietro una fredda lastra di niente e ti vedo. Inizio a sbirciare con la coda dell’occhio; so che non dovrei ma la curiosità è una tentazione troppo forte per non assecondarla. Inizio a studiare i tuoi lunghi capelli color miele, il tuo sorriso sbarazzino, l’ovale regolare del tuo viso, i due laghi alpini con cui, ingenua, osservi il mondo, il nasino all’insù coperto da una manciata d’infantili lentiggini. Ora mi guardi incuriosita.. osservi con gli occhi velati di tristezza l’argento dei raggi sulle mie ruote. io timidamente avvicino la mano alla finestra. Tu fai lo stesso. I miei polpastrelli accarezzano il mio riflesso di triste sedicenne costretta su una sedia a rotelle, che una lastra di gelido cristallo separa dal resto del mondo, illudendola con un riflesso di quello che poteva essere e non sarà mai. ThePunisher

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