…tramonti e meli…

…i miei occhi infuocati si svelano nel tramonto,sollevando mani ghiacciate e volti intirizziti…tutto è rossore che si riflette su una neve piena di brillantini,fuochi d'artificio e biancore che inumidisce le ginocchia fino a toccare la punta del mento…bagnanti nel ghiaccio trafitto da aghi di pino…e nel nitore cristallino di una fotografia scattata precipitosamente lungo un tornante,mentre i fari dell'auto fissano insolenti,cerco di cogliere il pianto longevo dei meli disposti in filari…mi ricordano cattive madri che piangono il loro peccato cercando conforto nel cielo,mi sembrano corpi intrappolati nel legno e,quando tutto tace,si può quasi percepire il loro silente lamento per cercare di svincolarsi dal gesto di supplica e disperazione eterne a cui sono condannati…

…tramonti e meli…ultima modifica: 2005-01-03T14:18:26+01:00da aglaja-hall
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4 pensieri su “…tramonti e meli…

  1. Tramonti e meli… ricordi d’infanzia… immagini ed odori mescolati nei ricordi. Rossi accesi come mai ne vedrò, nell’ora del vespro, accompagnando mio Nonno ad osservare il tracimar dell’acqua, liquida matrice e sostegno al rigoglioso sbocciare dei campi. Verde mela, dalla luminosa fosforescenza, mentre il mio olfatto avverte una sinfonia di odori: una fresca brezza di mela mentre corro nel meleto, un caldo sussurro di vedicchio e malvasia dai vitigni, uno sciroccho afoso dal polveroso odor di terra e la mattina, un muschioso aroma di sottobosco, erba e mele che sbocciava dal MarDiMele che scorreva accanto alla casa della mia fanciullezza. E’ lì che ho appreso il senso vero, intimo, fisico del mondo che ci circonda, nel modo più diretto ed istintivo che la natura ci offre. L’Odore, estenzione del nostro tatto e della nostra coscenza con cui esplorare le miglia e miglia dell’universo che ci circonda. In estate mi manca il rosso acceso dei tramonti nascosti dalla “grande muraglia” offerta dall’autostrad a che attraversa la mia valle, arteria con cui Montagna e Mare s’incontrano; come mi manca mio Nonno morto più di 6 anni fà. In autunno mi manca l’odore di mele, di grappoli appena colti, del mosto che risposa nei tini in attesa di diventar nettare biondo, di corse lungo viottoli in terra battuta da cui un vento sbarazzino e clownesco solleva vortici di polvere. In inverno lo scoppiettio allegro delle fascine, culla del fuoco neonato; l’esplosione pirotecnica dal resinoso odore di ciocchi d’abete, tiglio o caco, recupero del surplus offerto dalla stagione della potatura che anticipa le gemme primaverili; poi l’odore di nebbia e rugiada al mattino, mentre intirizzito attendevo l’autubus per la scuola ed il sapore farinoso ma dolce delle mele verdi lasciate a maturare dopo la raccolta autunnale, affianco a meloni invernali che diventeranno d’un giallo dorato con cui addolcire l’attesa per il rifiorire della vita in primavera osservando la neve natalizia.
    Ed infine la primavera, un’esplosione di odori e colori che disorientano l’osservatore con un turbinio psichedelico che festeggia la nascita delle messi. Mi manca la mia terra. Mi manca la mia infanzia. Mi manca la libertà dalla gabbia in cui l’età adulta mi ha rinchiuso. ThePunisher

  2. Grazie tante per la gradevole visita al mio “pargolo” che sta crescendo. Non so se riusciro sempre a stupirti … almeno ci proverò e quest’umile artigiano dalla parola scritta spera di rubar un sorriso od una lacrima al suo magnifico pubblico prima di commettere il peccato più grande; annoiarlo. ‘Notte Aglaja e grazie ancora. ThePunisher

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