…heimat…

...la saga della famiglia Simon,nel mio animo dalla scorsa primavera piovosa,come le immagini  di Monaco a novembre,quando un filosofo affamato vagava per la città in cerca di soldi per  mettere alla prova i propri amici…visioni veneziane impresse in fotografie macroscopiche,un lago ed il silenzio di un ragazzo che parla attraverso le immagni colte dalla sua cinepresa…una giovane donna dai capelli infuocati muore di nostalgia in un mattino d'estate,seguendo la processione del corpus domini,stregata dalla passione e dalla carnalità della religione;proseguirà il suo viaggio in treno,leggendo,lungo i binari,che a Dulmen il suo destino l'aspetterà…un'irrag giungibile romanzo corale,in cui la poesia si intreccia alla cronaca,un'epica del ricordo,che veleggia nella memoria,alla quale si ancora indelebilmente…

…heimat…ultima modifica: 2004-12-28T13:08:05+01:00da aglaja-hall
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3 pensieri su “…heimat…

  1. grazie del tuo commento… sì per il 56 hai capito, quanto al resto… nulla di biblico… hai mai letto nulla di Max Beerbohm? (grande umorista contemporaneo e amico di O. Wilde) c’è uno splendido libro di suoi racconti edito tanti anni fa da Sellerio, uno di questi, antologizzato anche da Borges nella sua “fantastica”, ti dirà qualcosa di più… ciao e grazie

  2. …un giorno, secoli fà, passeggiavo per le sale del Louvre, incontrando vestigia preistoriche, rasoi egizi, dame lombarde dall’enigmatic o sorriso e dall’androgino aspetto…passa il tempo ed il mio incedere lento mi porta a girovagare sulle lapidi serie del cimitero ebraico di Praga, lungo le sale lugubri di fanciullesca spensieratezza del museo della shoa che, osservando sgomento il contenuto delle vetrinette, mi fà affiorare su labbra tumide dalle dolosore screpolature editti d’infamia e maledizioni colleriche verso le tribù teutonico/arian e, strumenti ebbri di propaganda e dittatoriali illusioni sul superomismo… Non so perchè questi pensieri galleggiano sulla melassa amorfa della mia mente stanca, mentre osservo Anne Parillaud cercare “Innocent Blood” tra bande di mafiosi colesterosi e ripieni di linguine all’aglio.
    Forse il sorriso innocente della foto… così simile a quello di Anna Frank mentre mi osserva dal frontespizio di un libro che non ho mai avuto il coraggio di leggere. Forse una cena maldigerita, come maldigerisco la mia quotidiana lotta per la sopravvivenza.
    ThePunisher

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