…l’odore del sangue…

…immagini glaciali scagliate in un mattino grigio ed immobile…la passione ed il sangue si fanno religione primitiva e dolente di una realtà che corre verso la morte.
Scale con ringhiere ad angolo cieco e chiocciole di gradini ...parise letto da martone...che seguono le tortuosità della mente attanagliata dal desiderio incontrollabile.
L'ossessione della carnalità tra la campagna e amplessi scultoreiin corpi accecati dalla luce bianca di una regia dualistica.
Il razionale diventa asettico ed aristocraticamente intellettuale,la superficie da macchiare di sangue,di gioventù,in una vertigine senza fine di dolore e di autodistruzione-Silvia diventa un'eroina tragica,una Medea della modernità,che paga la sua colpa con la scomposizione del proprio corpo,eroina euripidea di carne e di sangue,incarcerata in una Roma dal profilo macabro ed inconsapevole…

…l’odore del sangue…ultima modifica: 2004-12-19T13:04:00+01:00da aglaja-hall
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4 pensieri su “…l’odore del sangue…

  1. …l’odore del sangue, scatena in me atavici ricordi d’un epoca remota. Un’epoca preistorica in cui le regole del gioco erano semplici e fiere: uccidi od essere ucciso. Epoca paleolitica in cui il paradiso era costituito da una buona stagione di caccia, un riparo sicuro da predatori e calamità naturali, una compagna con cui condividere rischi e l’incombenza di mantenere viva la fiamma del folocare domestico. Epoca neanderthaliana in cui l’eccitazione procurata nell’avvertire l’odore metallico del sangue o stimolata da brillanti macchie rosso rubino sul terreno trovava una sua giustificazione : inseguire la preda il cui sacrificio era necessario alla sopravvivenza della tribù. Mi chiedo oggi come millenni di storia umana non riescano a disciplinare e civilizzare quest’appendic e psichica, muto simbolo delle origini predatorie da cui ci siamo eretti. Opere come questa invece ci mostrano come l’uomo moderno sia incapace di gestire il proprio universo interno. Citando Spock e la filosofia vulcaniana (metafora dello stereotipo “made by USA” delle filosofie orientali) “la grandezza dell’emozione umana e seconda solo alla scarsa comprensione che l’essere umano ha di essa. Un’infante innocente che si balocca con un’ordigno atomico”.
    ThePunisher

  2. hai ragione, questa volta il finale è oltre l’utima parola e io mi sono limitato a pensare la penultima sorpresa… credo che sia una storia anche accaduta, ma i personaggi quando bussano alla mia porta, non mi usano mai la cortesia di dirmi se sono fantasmi di cose reali o solo immaginari… che vuoi farci? quanto a C. Levi sono d’accordo con te, io ho la fortuna di avere un suo foglio manoscritto e soprattutto un suo splendido disegno a matita, di un ponte della sua lucania che gli deve molto, perché nessuno ha sapjuto raccontarla come lui pur lasciandola sempre nello sfondo delle sue parole… ciao buona giornata!

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