…un pomeriggio in compagnia di rose diabolicamente annerite…

…un pomeriggio grigio,del colore che fu di mille secoli trascorsi e rose diabolicamente vellutate…sfumatura macabra tendente al nero…grondano sangue sul timido velo di sposa che le incornicia,stanco…grossi gambi ed i petali che cadono uno ad uno sul pavimento di schegge di legno,in dense gocce in cui rispecchiare il mio volto…la distruzione di tanta impenetrabile bellezza accompagna la banale e vergognosa rovina dell'odiata Natasa in un libro pieno di maestria stilistica,ma senza vita e furore…senza pazzia-forse l'unica via per la felicità…e i miei denti diventano perle,ignorando le impetuose visioni notturne di incisivi dinamici,di molari nelle tasche o racchiusi in un pugno;la mia bocca si spalanca in risa sfrenate per la gioia di udire una voce a lungo lontana,ma la presunzione o l'insicurezza deludono per eccessiva rigidità…

…un pomeriggio in compagnia di rose diabolicamente annerite…ultima modifica: 2004-12-17T19:03:51+01:00da aglaja-hall
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Un pensiero su “…un pomeriggio in compagnia di rose diabolicamente annerite…

  1. Leggere il tuo “…pomeriggio in compagnia di rose diabolicamente annerite…” proietta nella mia mente immagini, mentre un suono sussurra piano nelle mie orecchie. Sfondo grigio in cui le chiazze di bianco o di nero sono macchie che urlano il loro essere fuoriposto, mentre una lunga carrellata spazia sulla scena, inseguendo un paio di polverosi stivali da cowboy che, con la loro voce, frantumano l’attonito silenzio. La scena si allarga mostrando morte e distruzione “vergata” da schizzi d’inchiostro nero dallo spaventoso aspetto sanguigno che contrasta con il virginale pallore dei corpi delle vittime. Il centro della scena segue sempre gli stivali dai tintinnanti speroni che si avvicinano ad un informe fagotto di stracci bianchi inzozzati da un viscoso liquido nero dalla petrolifera apparenza. Dettaglio, un bianchissimo fazzoletto ordinatamente ripiegato ruba il centro della scena agli stivali. Gli occhi incollati allo schermo rimangono increduli osservando il gesto di straordinaria dolcezza con cui il fazzoletto di Bill ripulisce il pallore presente sul viso della Blood-Splattere d Bride dal sangue delle sue ferite. Come attonito è lo sguardo sull’enorme “O” della pistola che fa da epitaffio alla scena e da preludio al film. Per quanto banale e scontato nel tuo “…pomeriggio ..” ho ritrovato la stessa dolce drammaticità regalatami da Quentin Tarantino.
    ThePunisher

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